E se il comunismo fosse una squadra di calcio?

La bellezza del calcio e degli 11 uomini, delle formazioni e degli schieramenti va oltre la realtà. Internet è un posto magnifico dove trovare la fantaformazione delle più disparate categorie. Dalle All time alle All star sino a chi con il calcio c’entra poco o nulla. Fuori dagli schemi di ogni logica e categoria, guarda questo sito per la serie A e la Champions, fuori da ogni campo ma più inteso in campo di battaglia arriva la domanda degli appassionati: E se il comunismo fosse una squadra di calcio? Domanda certamente tra il sacro e il profano ma lecita e ottima per un bell’esercizio di immaginazione collettiva. Per questo proponiamo l’undici ideale con i più grandi leader comunisti della storia. Molto probabilmente il nome sarebbe simile all’Internazionale di Milano, ma qui sarebbe Internazionale Rossa o As Internazionale Comunista;  e si, qualcuno, suo malgrado dovrà giocare a destra.

Portiere e Difesa

Lenin in porta, il primo, il numero 1 del comunismo, l’uomo che ha fondato il club e lo ha sempre difeso sia in vita che dopo. Difesa con Ernesto Che Guevara sulla fascia, anzi no, sulla destra del campo! Giocatore da sempre nell’Internazionale e brillante anche nelle tante trasferte. Tito difensore centrale nel reparto insieme a Fidel Castro coppia di difesa solidissima, un muro, se non fosse per tutti gli stravizi fuori dal campo. Ala sinistra Ho Chi Minh, carriera trentennale la sua senza mai perdere. Clamorose le vittorie del club Vietnam contro U.S.A. e Francia. Libero sempre sulle palle inattive.

Centrocampo

Centromedianomedostista, uomo davanti alla difesa a guidare l’armata Mao Tse Tung, il regista, in pratica. Giocatore lento ma dalla tecnica sopraffina, lungimiranza e pazienza sono i modi in cui serve assist a raffica per i propri compagni. Enrico Berlinguer, una vita da mediano, da centrocampista tutto sudore e polmoni, senza disturbare soffia via il pallone con l’unico obiettivo di mettere a rete il goal del socialismo. Salvador Allende mezzala sinistra, giocate di classe e tackle per evitare le ripartenze. Completa il centrocampo Antonio Gramsci, ala destra, una gioia per gli occhi, classe e intelligenza a servizio dell’attacco.

Attacco

A mezza punta Nelson Mandela anno provato a confinarlo sulla fascia, a rinchiuderlo in una posizione non sua, ma Nelson Mandela ha detto no. Più forte dei cori razzisti e delle curve risponde silenziosamente a suon di goal. Prima punta Stalin, figlio d’arte di Lenin, ne carpisce dal maestro i segreti dello stare in campo ma a differenza del numero 1 è portato naturalmente a fare goal in ogni modo e in ogni parte del mondo.

Allenatore

La rivoluzione della squadra si deve a Karl Marx che dopo vari esperimenti, dal 17, passa al 4 – 3 – 3 inventando un modo tutto nuovo di intendere il calcio.

 

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