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POLITICA INTERNA:

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E ora uccideteci pure…

di Federica Pitoni e Marco Sferini

su redazione del 14/10/2009

E da oggi siamo anche anticostituzionali. Froci, lesbiche, travestiti, recchioni un po’ pedofili e anticostituzionali, puzziamo pure un po’ di zolfo, abbiamo la coda e le zampe da caprone. E possiamo anche essere uccisi. Di certo discriminati. Il rogo non è ancora previsto per legge, le fascine per prepararlo sono però già pronte. Grazie al Pd e soprattutto grazie alla deputata Paola Binetti, che stavolta, a differenza della votazione sullo scudo fiscale, era ben presente in aula, ben presente e pronta per l’affossamento della legge.
I fatti sono noti: l’Udc (a proposito: ma il Pd pensa ancora che si possa trovare una qualche forma di accordo politico con questo partito? Il Pd tutto intendiamo, non solo la Binetti…) ha sollevato in aula la pregiudiziale di incostituzionalità, dopo che la Camera aveva respinto il tentativo di rinviare la legge in Commissione. E, cosa più grave, per la quale pensiamo che in un Paese civile il partito di Casini dovrebbe delle spiegazioni e certamente delle scuse, molti esponenti dell’Udc, nei loro interventi, non hanno esitato accostamenti confusi – ma chiarissimi – con pedofilia, incesto, necrofilia e chi più ne ha più ne metta.
Questa travagliatissima proposta di legge, che aveva già subito mille limature, che così come era ci sembrava sì un importante passo avanti, ma che ci diceva quanta paura ha questo cattolicissimo Paese nell’affrontare certi temi, questa legge che insomma era davvero insufficiente, ebbene anche questa legge era troppo per Santa Romana Chiesa. Già il giorno prima, sulle pagine di Avvenire era partito l’ordine per i novelli crociati vaticani che siedono sugli scranni di Montecitorio di fermare quella scandalosa legge. E la legge è stata prontamente fermata.
Anche così muore la democrazia e porta con sé i ritagli di giornale dove si parla di aggressioni sempre più frequenti agli omosessuali e la formazione di una nuova etica tutta intrisa di disprezzo per la diversità, che si declini su piani sessuali, civili, etnici, religiosi, filosofici o semplicemente di pensiero. L'uniformità della moderna Italia berlusconiana e leghista è l'anti-etica dell'odio, del disprezzo e del più negletto dei campanilismi. E il Parlamento non fa eccezione e viene piegato da centro della vita di uno Stato libero nato con la Resistenza a fulcro di uno Stato illiberale, che considera "incostituzionali" quei diritti che non discendono direttamente dalla dottrina cattolica, dall'onniscienza pontificia, emanazione divina della sapienza dogmatica che, in quanto tale, sorpassa anche la Carta del 1948.
Nel lungo cammino di liberazione dal pregiudizio, gli omosessuali, tutto il movimento Lgbtq, hanno sempre dovuto dimostrare che essere diversi non era un disvalore, ma una ricchezza e che, in questo plusvalore, risiedeva una nuova armonia sociale che andava vissuta come elemento caratterizzante del futuro di tutte le generazioni. E hanno preteso, con forza di giustizia, che tutto ciò fosse trasversale a qualsiasi altra differenza, che rompesse le barriere dei confini politici, quelle delle bigotterie moralistiche di turno e il più grande stereotipo mai creato nella quotidiana pratica di denigrazione dell'omosessualità: la femminilizzazione dell'uomo e la mascolinizzazione della donna.
In realtà, non c'è nessuna sovversione di genere, neanche nei bisex, nei transgender e nei transessuali. Ognuno è ciò che percepisce, sente di essere e non ciò che dovrebbe invece diventare per via di una eterodirezionalità normalizzatrice che non fa onore a nessuno, tanto meno agli eterosessuali.
E ora arriva l'Udc, arriva questa destra e anche qualche settore del Pd a dirci che siamo immeritevoli di acquisire dei diritti, di avere una difesa legale nei confronti di chi ogni giorno ci insulta, ci deride e, peggio di tutto ciò, non ci considera e ci relega nel dimenticatoio, su una lastra di marmo fredda dove nessuno resiste in vita, dove a poco a poco muore e così non resta nulla, nemmeno una goccia di ricordo.
Da oggi questo Paese di certo è ancora un po’ più arretrato, esce dal consesso dei paesi civili per entrare tra gli stati teocratici. E ora uccideteci pure...

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