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ECONOMIA E SOCIETA':
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Lettera di Merkel e Sarkozy alla Ue. Esplode il debito Usa
di Galapagos
su il manifesto del 10/06/2010
I deficit e i debiti pubblici sono al centro dell'attenzione dei governi europei, ma non è che negli Usa se la passino meglio. Ieri l'agenzia Reuters ha reso noti i risultati di un rapporto impressionante del dipartimento al Tesoro del Congresso: il debito americano dovrebbe superare i 13.600 miliardi di dollari quest'anno e balzare a 19.600 nel 2015. Il rapporto tra il debito e Pil dovrebbe salire dal 93% previsto per quest'anno al 102% nel 2015. Il debito americano è cresciuto esponenzialmente a causa della crisi economica e delle massicce spese sostenute dai governi per il salvataggio di Wall Street, le guerre in Iraq e Afghanistan e il pacchetto di incentivi all'economia. Un rapporto tra debito e Pil superiore al 100% non è una anomalia statunitense, ma quello che pesa enormemente è la massa di debito. Per fare un confronto nel 2010 quello Usa sarà 8 volte superiore a quello italiano e superiore a quello di tutta la Ue.
La ricerca di «risparmio» dall'estero (quello interno è praticamente assente) per coprire deficit e debito condizionerà tutti i paesi con una concorrenza al rialzo per quanto riguarda i tassi offerti. Non a caso negli Usa si guarda con grande attenzione all'opera di risanamento dei conti pubblici europei. Ieri, ad esempio, Bernanke, il presidente della Fed, ha precisato che «anche se le prospettive di un indebolimento della congiuntura europea incideranno in qualche modo sull'economia americana», esistono fattori in grado di bilanciare l'impatto, per esempio il calo dei tassi di interesse e il ribasso dei prezzi del greggio e di altre materie prime scambiate a livello globale.
Nuove brutte notizie dalla Grecia: oltre alla crescita dell'inflazione (5,4% in maggio) comunicata due giorni fa, ieri sono stati diffusi i dati sul Pil e la produzione industriale. Per quanto riguarda il prodotto lordo nel primo trimestre è diminuito (unico paese Ue) sia su base congiunturale (-1,0%) sia rispetto al primo trimestre 2009 (-2,5%). In discesa in aprile anche la produzione industriale: -5,1% su base annua. La situazione di Atene è decisamente nera e ieri il ministro delle finanze è stato costretto a smentire i «rumors» secondo cui la Grecia potrebbe fare default o uscire dall'euro. Il ministro ha anche respinto le voci su una possibile ristrutturazione del debito.
Dopo il mancato vertice di martedì, ieri la cancelliera tedesca, Angela Merkel, e il presidente della Francia, Nicolas Sarkozy, hanno reso noto il testo di una lettera inviata alla commissione europea perché «acceleri i suoi lavori» per «un inquadramento rafforzato» dei mercati finanziari. Nella missiva, Merkel e Sarkozy sottolineano che «delle misure forti sono già entrate in vigore» ma sottolineano anche come «le recenti forti turbolenze dei mercati finanziari suscitano forti preoccupazioni». Per questo, prosegue la lettera, «il ritorno di una forte volatilità sui mercati rende legittimo il fatto di interrogarsi su certe tecniche finanziarie e sull'utilizzo di certi prodotti derivati come le vendite allo scoperto e i credit default swap».
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