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G20, sfuma un accordo sulle banche Obama presenta la riforma delle finanze

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su l'Unità - edizione internet del 28/06/2010

I Paesi si impegneranno a dimezzare il loro deficit entro il 2013. E - secondo quanto riferito dalla cancelliera tedesca Angela Merkel - ci sarà un espresso riferimento in questo senso nel comunicato finale del G20. Le economie avanzate del G20 si impegnano nel comunicato finale del G20 a dimezzare entro il 2013 i loro deficit: «Ci sarà nel comunicato finale», spiega Merkel. Il Canada, che ospita il vertice, ha proposto che i Paesi con deficit che preoccupano assumano questo impegno.

Barack Obama si presenta al G20 da vincitore: l'accordo trovato dalla commissione che doveva riconciliare i testi di Camera e Senato sulla riforma della finanza lo mette in posizione di forza rispetto ai colleghi su quello che sarà uno dei temi caldi del vertice, che si conclude oggi a Toronto e che vede l'Italia rappresentata dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Tuttavia per il presidente americano difficilmente la strada sarà in discesa: come ha già fatto nel corso del G8 di venerdì e sabato, Obama cercherà di convincere le controparti che non è ancora il momento di concludere i piani di stimolo all'economia, mettendo a repentaglio la ripresa appena cominciata. Molti dei leader del G20, paesi europei in testa, tremano soprattutto per un possibile allargamento dei problemi di debito della Grecia e mirano a misure drastiche per ridurre il deficit.
E proprio il monumentale deficit americano, aggiunto al fatto che i democratici al Congresso hanno nei giorni scorsi bocciato un pacchetto di stimoli per i disoccupati di lungo periodo e per gli stati dell'Unione con i conti in disordine, potrebbero rivelarsi la vera spina nel fianco di Obama, privando della loro forza gli appelli ad azioni decise e congiunte. Senza contare che proprio le divergenze sulla necessità di affrontare più seriamente i problemi del deficit americano sarebbero alla base dell'addio prematuro di Peter Orszag, numero uno dell'ufficio bilancio, in quella che è stata la prima grande defezione all'interno della squadra di Governo di Obama.

A spianare la strada al presidente Obama ci ha pensato ieri il segretario al Tesoro Timothy Geithner, secondo cui fare troppo presto marcia indietro con gli stimoli all'economia potrebbe mettere a repentaglio la ripresa. Anche se l'economia globale comincia a rimettersi in sesto, «le cicatrici della crisi sono ancora visibili, per questo dobbiamo concentrarci sulla crescita.
La nostra sfida, come G20, deve essere agire per puntellare le prospettive future», ha detto Geithner, aggiungendo che «il ruolo del Governo è creare le condizioni perché il settore privato investa e cresca».

Il premier giapponese, Naoto Kan, ha proposto di far partecipare ai prossimi G8 anche la Cina «su singoli temi». Lo ha riferito un portavoce del governo Nipponico: «Il premier Kan ha sostenuto che invitare la Cina sarebbe una scelta importante, per incoraggiarla ad avere un più ampio senso di responsabilità». Il presidente cinese Hu Jintao ha accettato l'invito di Obama alla Casa Bianca entro la fine dell'anno. La data del summit tra i capi di Stato del cosidetto G2, le due grandi potenze mondiali, non è stata ancora specificata.

Tassa alle banche e agli scambi finanziari
Il premier greco Giorgio Papandreou, in qualità di presidente dell'Internazionale socialista, ha invitato il G20 a varare la controversa tassa sulle transazioni finanziarie come strumento di una nuova architettura in grado di contribuire anche alla lotta contro la povertà nel mondo. In una lettera inviata ai capi di stato e di governo del G20, Papandreou esprime la speranza che «in questi momenti critici i leader del mondo intraprendano azioni decise e comuni per assicurare un'economia globale sostenibile».

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