Mondiali 2018: il sogno del riscatto delle piccole si va spegnendo

Orfani della nazionale azzurra, molti italiani hanno deciso di adottare una nazionale per seguire con più interesse il torneo. La scelta, anche personale, e di molti è stata quella romantica e fuori dagli schemi di probabilità e statistiche riportate dai maggiori siti come www.1europabet.com   adottando come simpatizzante sovversiva e speranzosa un outsider o la formazioni più improbabile che potesse aggiudicarsi il trofeo mondiale di Russia 2018. Dalle compagini africane alle squadre cariche dell’America Latina, dalla stessa Russia alle nazionali meno considerate in Europa vediamo le scelte e come sono andate le formazioni in questo mondiale:

Nazionali africane, il sogno si ferma dopo i primi 90 minuti

E’ quanto successo a Egitto, Marocco, Nigeria e Tunisia, seppur con prestazioni sopra la sufficienza, le squadre, hanno totalizzato punti quasi pari a zero, affrontando la terza gara del match quasi come un’amichevole, visto che la matematica già condannava le formazioni all’esclusione dalla fase finale. Discorso diverso per la Nigeria che ha lasciato il sogno solo dopo la sconfitta con l’Argentina e lasciando la Russia con un bottino di tutto rispetto di 3 punti e bloccando Messi e compagni sino a due minuti dalla fine dal match. Il Senegal sembrerebbe l’unica candidata al passaggio del turno  ma dovrà fare risultato contro la Colombia.  Finisce il sogno anche per la nazionale iraniana e saudita, i primi una vera e propria sorpresa per il calcio espresso e per aver affrontato un girone di tutto rispetto, con Spagna e Portogallo, lasciando la competizione con 4 punti e fermano Ronaldo e compagni sul risultato di 1 a 1.

L’Utopia Islanda e l’inno russo

La speranza resta quella di poter sentire il più a lungo possibile l’inno russo che giocherà di certo gli ottavi di finale, affrontando però la temutissima Spagna mentre per la piccolissima Islanda, sogno mondiale di tanti tifosi adottivi, la competizione sembrerebbe concludersi qui con un misero punto e l’ultimo posto nel girone D. Non muore la speranza, mai, e adesso vedremo come si comporteranno Croazia, Messico e Belgio, per poter finalmente vedere trionfare una squadra non favorita.

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