Perché i russi sono vittime dell’antipatia?

La storia del popolo russo, lo sappiamo benissimo, non è certo stata facile. I cambiamenti, in quella terra, non sono mai avvenuti gradualmente, si sono sempre verificati con la potenza di un vulcano in piena eruzione. Proprio queste vicissitudini hanno fatto sì che diventassero poco “amanti” delle altre persone.

Le idiosincrasie del popolo russo

I russi da sempre, e forse non a torto, hanno una convinzione: ricchezza ed onestà non possono convivere nella stessa persona, e guardando la loro storia si capisce il perché di questo pensiero. Basta guardare solo la grande privatizzazione del ’90: tutte le ricchezze statali (comprese quelle del sottosuolo) da proprietà dei cittadini, sono diventate proprietà di pochissimi oligarchi che si sono trasformati in super miliardari. Questo pensiero, com’è facile intuire, porta i russi a dichiarare che non amano i ricchi.

Altra categoria non amata dal popolo russo, sono gli operatori dei servizi pubblici a causa di bollette, tasse e balzelli varie che continuano ad appesantire il bilancio familiare molto esiguo. Tutti questi operatori non centrano niente, ma nulla viene fatto per ridurre i costi: nei grandi palazzi è obbligatorio pagare la portiera, il riscaldamento viene tenuto acceso anche quando la stagione è già calda e le finestre si tengono aperte, gli infissi sono pieni di spifferi, perché non viene fatto nulla per ridurre gli sprechi e, di conseguenza diminuire i costi delle bollette? Basterebbe spegnere il riscaldamento centralizzato quando è il momento, munire  le case di infissi con un buon isolamento termico come quelli che si trovano in infissi PVC Roma, invece dei vecchi infissi da cui passano tanti spifferi e freddo. Gli operatori di servizi pubblici dovrebbero comunicare questi malcontenti, ma non lo fanno. Da questo scopriamo che anche i dipendenti municipali non sono certo apprezzati.

Nella loro lista di elementi indesiderati, i russi inseriscono anche i vicini di casa che sono proprio visti come il fumo negli occhi e amati come una colica di fegato. Costretti a condividere per lungo tempo cucina e bagno nelle kommunalki, sentire ogni respiro dalle pareti di cartone nei palazzoni di edilizia popolare nell’epoca di Kruscev, i russi desiderano un po’ d’intimità e non sopportano neppure vedere la faccia del vicino, dopo tanta condivisione.

A tutto questo dobbiamo aggiungere l’odio per le guardie private che in Russia sono spuntate come i funghi in piena stagione, e quello dei provinciali per i moscoviti, cosa molto diffusa anche in altri luoghi.

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